The Outer Worlds: Peril on Gorgon, recensione - IlVideogioco.com


Uscito alla fine di ottobre dello scorso anno, The Outer Worlds ha convinto pubblico e critica (qui la nostra recensione). L’opera di Obsidian Entertainment con in testa i talentuosi Tim Cain e Leonard Boyarsky, ha portato sugli schermi dei videogiocatori un rpg spiritualmente legato a Fallout: New Vegas con tante cose da fare e un mondo vibrante e vario pur con qualche compromesso in termini di longevità e ampiezza delle mappe. Peril on Gorgon è il primo contenuto digitale che va ad espanderne l’offerta ed è disponibile dal 9 settembre su Pc via Epic Games Store, PS4 ed Xbox.

Non ci resta che lasciarvi alla recensione di The Outer Worlds: Peril on Gorgon, buona lettura.

ALL’INIZIO, ALLA FINE O IN MEZZO?

Nei giochi open world le espansioni sono spesso introdotte cronologicamente a posteriori rispetto alla fine della storia principale. Nella maggioranza dei casi la storia è un semplice per aggiungere funzionalità spesso richieste dalla community.

Nei giochi che imitano queste meccaniche con aree spaziose ma delimitate, le scelte sono sostanzialmente due:

  • Iniziare il contenuto appena dopo i titoli di coda
  • Ricaricare uno degli ultimi salvataggi e rivolgere l’attenzione verso dove inizierà la nuova avventura.

Dato che il gioco base non permette di essere giocato dopo i titoli di coda, The Outer Worlds: Peril on Gorgon appartiene alla seconda opzione. Il problema è che arrivati ad un certo punto della storia non è più possibile tornare indietro e questo costringe il giocatore a “scartabellare” tra i files per trovare un salvataggio idoneo.

C’È SEMPRE QUALCOSA CHE NON VA

The Outer Worlds

La quest che ci porterà su un asteroide inedito e si attiverà dopo la missione che ci vedrà impegnati nella liberazione di “Radio Monarch”. Tramite un simpatico corriere, riceveremo un pacco con al suo interno un messaggio e un “oggetto” particolare: una mano.

Le reazioni dell’equipaggio vanno dal divertito al macabro e alla fine decideremo di partire alla ricerca di risposte. Dovremo incontrare una certa Minnie Ambrose che vive in un maniero semi abbandonato dove scopriremo alcuni dettagli circa il fallimento della colonia su Gorgone insediata e poi “fatta sparire” in fretta e furia dalle “Soluzioni Spaziali”, una delle fazioni di spicco di Alcione.

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Nostro malgrado, verremo assunti per scoprire cosa si cela dietro al progetto Gorgone cui aveva preso parte anche la madre di Minnie che per interessi tutt’altro che affettivi vuole sapere la verità. Il tutto condito da una trama che fa il verso al “film conclusivo” di una serie cult di fantascienza che con The Outer Worlds condivide l’anima “sci-fi/western” e che venne cancellata da Fox dopo appena una stagione.

Di per sé la storia è interessante e mischia una parte principale ad alcune missioni secondarie che nel complesso vanno a collimare in modo coerente anche in base alle nostre decisioni. È interessante notare che rispetto al gioco base lo sviluppatore abbia lavorato molto per fornire informazioni al giocatore durante la sua permanenza su Gorgone.

Fogli, computer e dialoghi daranno un’idea di fondo più precisa rispetto all’esperienza di The Outer Worlds “vanilla”, soprattutto riferite alla fazione oggetto di questa espansione. Il lato negativo è che appare fin troppo chiaro come questa esperienza fosse già pianificata da tempo, se non addirittura congelata durante lo sviluppo e rilasciata successivamente via dlc.

SPARA E SOPRAVVIVI

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Il level cap è stato aumentato e questo significa che i punti esperienza serviranno per portare il personaggio sopra il livello 30. Molto positivo, se non fosse che il “gap” tra un livello e quello successivo è marcato e i nemici nettamente più forti di prima, sfavorendo il bilanciamento.

Per cercare di migliorare le abilità offensive del nostro personaggio, possiamo optare per un reset di tutti i punti andando a focalizzarci su un’area specifica.

Durante la campagna principale molti giocatori hanno creato protagonisti bravi un po’ in tutte le aree, ma in questa espansione è meglio specializzarsi nel corpo a corpo, nelle armi da fuoco leggere o pesanti e così via. Il motivo è semplice: dato che i nemici sono più forti avremo bisogno di fare più danni e ciò necessita un punteggio di determinate abilità più alto per godere di maggiori bonus.

DESOLAZIONI ALIENE

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Esteticamente, rispetto ai panorami alieni e squisitamente western cui eravamo abituati, siamo tornati in un certo senso ad atmosfere più dark e horror. Il contrasto tra i toni sgargianti delle costruzioni umane e la non vita attorno a noi è quantomai evidente e l’assenza di vita è controbilanciata dalla verticalità dei livelli finalmente ben sfruttata.

Un peccato che edifici esterni e la stragrande maggioranza degli oggetti appartengano ad assets riciclati dal gioco base. Un po’ di varietà in questo senso, infatti, non avrebbe certamente guastato. Anzi. E che invece trova asilo nella conformazione dei livelli ora nettamente più articolati e nella tipologia di ambienti quasi unici nella struttura.

Da laboratori dove troveremo risposte sulla nascita della fazione dei Predoni ad hotel dove sono nascosti insospettabili indizi, ogni ambiente presenta un aspetto in qualche modo particolare e distintivo.

STACCHI IL BIGLIETTO?

Il più grande difetto di Peril On Gorgon è di rientrare nella storia principale di The Outer Worlds piuttosto che costituirne un seguito. A livello contenutistico ci troviamo di fronte ad una mappa di dimensioni importanti con al suo interno più aree di quelle che ci si potrebbe aspettare.

Chi ha adorato scorrazzare per Alcione non vedrà l’ora di tornare in questa bellissima ambientazione tenendo sempre a mente che la storia, per quanto ben congegnata, getta luce su una vicenda laterale. E non costituisce un ponte di collegamento con sviluppi futuri.

COMMENTO FINALE

Chi ha apprezzato The Outer Worlds non si farà scappare Peril on Gorgon. Una storia interessante che prende spunto dai film per proporre qualcosa di approfondito anche grazie alla mole di informazioni che troveremo durante l’esplorazione della nuova location. Non innova e mantiene i pregi e difetti dell’opera targata Obsidian ma riesce a fornire una narrativa divertente e con acido umorismo che saprà divertire ed appassionare.

Le modifiche alle abilità e l’aumento del level cap sono novità che aspettavamo pur con qualche compromesso in termini di specializzazione.



Vedi Post Originale: https://www.ilvideogioco.com/2020/09/29/the-outer-worlds-peril-on-gorgon-recensione/


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