El Hijo: A Wild West Tale, recensione Pc - IlVideogioco.com


Il genere stealth, con tutti i suoi titoli indie e non, ha avuto di base, sempre un minimo di violenza o comunque un minimo di tensione per l’alta posta in gioco. Possiamo infatti, decidere cosa fare dopo esserci avvicinati di soppiatto al nemico: tramortirlo o ucciderlo. Ovviamente, nessuna delle azioni è mossa da un sentimento di amore o comunque di compassione per il prossimo. In El Hijo: A Wild West Tale invece, nonostante il protagonista si muova sempre in una territorio western nemico a lui sconosciuto, pieno di puzzle-game e di enigmi, tutte le azioni compiute dal bambino tendono sempre a un bene superiore reale: l’amore per la famiglia ed in particolare per la sua mamma.

Detto questo, vi lasciamo alla nostra recensione del gioco uscito il 3 dicembre scorso. Buona lettura.

COS’E’ EL HIJO

El Hijo: A Wild West Tale

Sviluppato da Honig Studios e Quantumfrog e pubblicato dal team di sviluppo tedesco HandyGames, che ha pubblicato (tra gli altri) Chicken Police, Neighbors back From Hell, El Hijo: A Wild West Tale è disponibile su Pc e Stadia con piani di rilascio su Switch, PS4 e Xbox One in un breve futuro. In questo caso, la versione da noi provata è quella Windows, disponibile su Steam. Le ambientazioni stilizzate di El Hijo: A Wild West Tale, l’OST atmosferica e il design dei livelli decisamente tortuoso metteranno i giocatori nei panni di un bambino mentre si intrufola con successo o quasi, tra monaci e banditi per riunirsi a sua madre. Lo sfondo di tutta questa vicenda è il selvaggio west, che ha sempre il suo fascino.

Ma facciamo un passo indietro. El Hijo: A Wild West Tale si apre con un ragazzo e sua madre che si godono la mattinata in giro per la casa. Subito la nostra attenzione si focalizza sulla madre intenta ad insegnare a suo figlio varie tecniche stealth, attraverso un percorso a ostacoli autocostruito, completo di spaventapasseri con cappelli da sceriffo. Sfortunatamente, la loro routine viene improvvisamente interrotta.

Infatti, per ragioni sconosciute, strani uomini, in assenza dei protagonisti, arrivano nella loro casa e la radono al suolo. La madre, però, non si perde d’animo e decide di mettere al sicuro il ragazzo affidandolo ad un monastero. Quindi, l’unica cosa che sappiamo veramente è che iniziamo questo viaggio per ricongiungersi con la madre.

UNO STEALTH EMOZIONALE

El Hijo: A Wild West Tale

El Hijo– A Wild West Tale consiste in un “semplice” titolo di avventura basato sulla furtività ed in totale assenza di  combattimento. Si, avete capito bene, non si può combattere e tutto ciò che si può fare è correre, nascondersi e, si spera, non essere catturati. A differenza di alcuni giochi stealth, essere notati non è un fallimento istantaneo: scelta tecnica molto apprezzata dato che lo stealth rappresenta l’unica modalità di gioco. Non c’è affatto un’opzione per combattere i nemici, o addirittura avvicinarsi di soppiatto a loro per renderli incapaci. Nella migliore delle ipotesi, e questo avviene molto più avanti nel gioco, si possono stordire le persone temporaneamente.

I controlli in El Hijo: A Wild West Tale sono facili e intuitivi. Abbiamo provato il titolo giocandolo sia con mouse e tastiera sia con il controller, risultando migliore quest’ultimo, poichè si ottiene una migliore precisione quando si tratta di camminare o correre per nascondersi. Comunque, nella maggior parte dei casi, i giocatori useranno semplicemente il joystick sinistro o WASD per muovere El Hijo, seguito dal passaggio da un oggetto all’altro che avviene premendo i numeri o i tasti dorsali del pad.

Non bisogna dimenticare i comandi relativi alla corsa, accovacciarsi e nascondersi. Nel complesso, poichè il titolo risulta sempre intuitivo, difficilmente la mente passa all’analisi dei controlli. Quindi, un’esperienza ugualmente godibile se giocato in entrambi i modi.

IL (NON TANTO) SELVAGGIO WEST

El Hijo: A Wild West Tale

Al livello del level design, i punti di forza di El Hijo: A Wild West Tale consistono proprio nella sua complessità onnicomprensiva che viene però presentata in modo semplice. Ci sono molti modi diversi per andare dal punto A al punto B, quindi mentre c’è un chiaro punto finale, il modo in cui ci si arriva dipende da noi. Ogni livello è suddiviso da diversi sottolivelli pieni di ostacoli sulla propria strada, adulti che cercheranno di catturarci e altri bambini che avranno bisogno di aiuto, per i quali noi diventeremo fonte di ispirazione. Bisogna spingere, tirare fuori scatole o scale ed evitare gli “adulti” che altrimenti ci faranno ripartire dall’ultimo check-point. Ce la faremo a intrufolarci, liberare i bambini e trovare nostra madre senza essere scoperti?

Alcune sezioni di El Hijo sono fantastiche: strette, ben pensate, divertenti. Altre, tuttavia, sembrano soffrire di picchi di difficoltà e sfide non così ben pensate. Queste sezioni un pò arraffate iniziano a comparire nell’ultimo quarto del gioco. In queste aree, abbiamo dovuto ritentare più volte e tutti questi tentativi sono serviti alla fine ad imparare nuove meccaniche che non erano chiare come altre. In queste brevi sezioni, sale un pò di frustrazione ma è un leggero difetto su un gioco altrimenti quasi perfetto.

Risulta comunque sbalorditivo vedere un gioco usare il selvaggio West in un maniera quasi romanzata. Uno stile artistico degno di nota non può non affascinare il giocatore, indipendentemente dalla piattaforma su cui lo gioca. Ma qual’è la vera particolarità di El Hijo? Riuscire a riunire in un semplice titolo stealth, tante emozioni e sensazioni che spingeranno i giocatori, una volta finito il gioco, ad abbracciare forte la loro mamma.

COMMENTO FINALE

Nel complesso, c’è molto di bello in El Hijo: A Wild West Tale. L’estetica trabocca di personalità, grazie a tutti gli edifici e alle ambientazioni in grado di far venire un brivido piacevole lungo la schiena dei giocatori. Tuttavia, il bilanciamento della difficoltà non è stato tarato a dovere: da notare la presenza di troppi checkpoint e le ombre rendono il personaggio quasi comicamente invincibile, anzi introvabile.

Sicuramente, sarebbe stato meglio scambiare alcuni checkpoint con livelli più brevi, in modo tale da poter espandere al meglio la trama e magari analizzare luoghi del passato dei protagonisti, in particolar modo della madre. Ovviamente, questi difetti non devono impedire a nessuno di acquistare questo gioco. E’ un western che vale la pena giocare. Quindi, cari giocatori, aiuterete El Hijo a trovare sua madre e a liberare gli altri bambini? Certo, il nostro ragazzo è piccolo, ma molto determinato.



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