Chernobylite, la nostra recensione Pc - IlVideogioco.com


Chernobylite. Già il nome risulta estremamente eloquente nell’atto di farci intendere di cosa stiamo parlando. A detta degli sviluppatori si tratta di un fps/rpg di sopravvivenza a tema horror/fantascientifico, ambientato naturalmente a Chernobyl . Dove la notte del 26 aprile 1986 si svolse il disastro nucleare che tutti conosciamo, e dal quale sono stati tratti film, romanzi e ovviamente videogiochi. A partire dalla celebre serie di S.T.A.L.K.E.R, lanciata in una trilogia tra il 2007 e il 2009 e ora in attesa di un seguito, previsto per il 28 aprile 2022.

Stavolta però parliamo di un progetto tutto nuovo, lanciato per la prima volta in accesso anticipato su Steam nel 2019 (qui la nostra anteprima) in seguito a una riuscita campagna Kickstarter. Infatti grazie al contributo di circa 3300 sostenitori lo studio indipendente polacco The Farm 51 raccolse oltre 200.000 dollari a fronte dei 100.000 richiesti. Il gioco dunque prese ufficialmente vita, e aggiornamento dopo aggiornamento è giunto alla versione 1.0, recentemente rilasciata su Pc.

I giocatori console dovranno invece avere ancora un po’ di pazienza, visto che a causa di alcune problematiche tecniche la release su PS4 e Xbox One è stata rinviata al prossimo 28 settembre. Il gioco dovrebbe inoltre arrivare entro l’anno su Stadia, PS5 e Xbox Series X/S. Ma andiamo ora a parlarvi di Chernobylite in questa recensione della versione Pc, distribuita da All In! Games. Buona lettura.

A VOLTE RITORNANO

Chernobylite ci porta a scoprire le vicende che ruotano attorno a Igor Khymynyuk, un fisico nucleare che decide di tornare nella zona di Esclusione. Ovvero l’area che si estende per circa 30 km attorno alla centrale nucleare in cui avvenne l’incidente. Sono passati 30 anni da quest’ultimo, e lo scienziato si pone l’obiettivo di ritrovare Tatyana, la moglie scomparsa proprio quella notte.

L’uomo infatti continua ad avere sogni (oppure allucinazioni, a discrezione) in cui ella si manifesta, non di rado anche dando, successivamente, dei consigli sul da farsi. La situazione però non è delle migliori. In seguito al disastro nucleare è comparsa una misteriosa sostanza da cui il titolo di The Farm 51 prende il nome. E i militari facenti capo a un’organizzazione nota come NAR, interessati alle applicazioni del curioso materiale, hanno occupato militarmente la zona.

Chernobylite
Il gioco si apre con un flashback di Igor con Tatyana che mostra uno dei loro spostamenti a Chernobyl, dove entrambi lavoravano

E così, una notte, Igor si avventura a Chernobyl in compagnia di due amici mercenari, Anton e Olivier. Il gruppo però viene attaccato da un misterioso Stalker, che uccide Anton e ferisce gravemente Olivier. Lo scienziato riesce però a salvare quest’ultimo, fuggendo grazie a un dispositivo di sua invenzione. Questo congegno infatti sfrutta le proprietà della chernobylite creando una sorta di portali che sarà possibile attraversare.

Passando attraverso un sorta di dimensione parallela (tra l’altro dimora di spaventose creature), Igor potrà spostarsi molto velocemente attraverso lunghe distanze. Dopo aver trovato rifugio presso un capannone abbandonato con un’ottima visuale sulla stazione di Chernobyl, il nostro protagonista decide di stabilire lì la propria base. Dove poter organizzare, assieme ai compagni, l’infiltrazione nel complesso e possibilmente il ritrovamento di Tatyana.

SOPRAVVIVENZA NELLA ZONA DI ESCLUSIONE

Chernobylite
Un’attrezzo fondamentale sarà il contatore geiger, che fungerà altresì da rileva-oggetti (funghi, erbe, materiali plastici ecc)

Strutturalmente Chernobylite si configura come un fps. Visuale in prima persona, possibilità di correre e accovacciarsi, combattimento e via discorrendo. Ciò che però lo distingue concretamente è la sua anima ruolistica, incentrata sull’organizzazione e sulla gestione di un’autentica squadra di sopravvissuti. Nel corso dell’avventura Igor potrà reclutare altre persone in grado sia di insegnargli delle abilità che di andare a compiere incarichi autonomamente.

Ciò che The Farm 51 tuttavia esige è il fatto di prenderci cura di loro. Avere compagni feriti o col morale basso significherà basse percentuali di successo nelle missioni che andremo a fargli svolgere. Senza contare che a seconda dei casi potrebbero persino morire. Cosa fare per evitare tutto ciò? Pianificazione, raccolta e gestione delle risorse.

Chernobylite
Olivier, il nostro primo compagno, ci darà alcune dritte in merito alla gestione di quello che sarà il nostro team

Grazie a queste ultime, che potranno essere raccolte in giro durante le missioni di rifornimento (o anche quelle della storia), saremo in grado di fare diverse cose. Un tasto ci permetterà di accedere al cosiddetto “menu di costruzione”. Mentre all’aperto potremo realizzare cose come trappole e fuochi da campo, al chiuso del nostro rifugio avremo invece una scelta molto più vasta.

Banchi da lavoro, mobili, apparecchiature per il filtraggio dell’aria, coltivazioni e persino oggetti di comfort come radio o piante. Ogni singolo oggetto avrà il suo scopo pratico, o quantomeno il suo “peso” specifico nelle statistiche che dovremo monitorare. Tra di essi figurano anche la qualità dell’aria e il livello di comfort. Tutti fattori che incideranno sui nostri compagni e sul loro rendimento.

ESSERE O NON ESSERE STEALTH

Chernobylite
Non solo contro i soldati NAR, ma ci capiterà di combattere anche con delle misteriose creature…

Un approccio tipico a un fps è quello che vede il giocatore costantemente col dito sul grilletto, pronto a far piazza pulita di tutto ciò che gli si para davanti. Chernobylite costringe però a fare un’eccezione in tal senso, per diverse ragioni. La prima riguarda il fatto che non sarà possibile uccidere a cuor leggero. Igor è prima di tutto uno scienziato, e non un soldato. Di conseguenza ogni nemico ucciso andrà a incidere sul valore della sua psiche.

L’altro valore è quello della salute, che potrà essere intaccato sia dai colpi ricevuti che dall’impatto delle radiazioni. Il consiglio infatti è quello di tenersi alla larga da tutte le aree dove il contatore geiger rileva 10 mSv o più. A meno di non essere in possesso di una maschera anti-gas o di altre attrezzatura. In caso contrario la salute inizierà a scendere e la vista a sfocarsi, fino a crollare a terra esanimi.

Chernobylite
Le armi da fuoco saranno ben poche, ma si potranno personalizzare in ogni dettaglio e componente

Attraverso la costruzione di oggetti, il raggiungimento di obiettivi ecc potremo man mano salire di livello. I punti abilità guadagnati in questo modo potranno essere “spesi” presso i nostri compagni, che saranno ben felici di insegnarci varie abilità e competenze. Dalla possibilità di costruire grimaldelli (utili per accedere a luoghi altrimenti a noi preclusi) a un bonus ai danni di certe armi da fuoco.

Tuttavia sarà bene farci insegnare il prima possibile da Olivier le abilità relative a una maggiore furtività e soprattutto alla capacità di stordire i nemici. Così facendo potremo metterli comunque fuori combattimento senza però andare a intaccare la psiche. Fermo restando che la maggior parte degli scontri potranno essere evitati muovendosi accovacciati tra cespugli e quant’altro.

LIMITI RADIOATTIVI

Chernobylite
Va bene la possibilità di agire in maniera stealth, ma se non mi dai modo di spostare i corpi…

Al netto delle diverse imperfezioni, di sostanza alla base di Chernobylite ce n’è in abbondanza. I ragazzi di The Farm 51 sono riusciti innanzitutto a mettere a frutto le scansioni tridimensionali dell’area di Chernobyl. Esse infatti hanno funto da base (in combinazione con un ottimo comparto grafico) per la realizzazione di un mondo di gioco molto realistico e comunque assai godibile sotto tutti gli aspetti.

La scelta di non percorrere la via dell’open world inoltre si è rivelata intelligente. Consci della natura indipendente del progetto, gli sviluppatori hanno optato per una divisione in (cinque) macro-aree degli ambienti che caratterizzeranno l’esperienza. Per la quale consigliamo (al fine di ottenere un’immersione completa) la scelta del doppiaggio russo, in combinazione con i sottotitoli in italiano (presenti e pressochè privi di errori).

Vista e considerata la notevole qualità grafica che lo contraddistingue, vogliamo sottolineare l’ottimo lavoro svolto in sede di ottimizzazione. Nonostante i fastidiosi micro-lag che si verificheranno durante le fasi di caricamento, le prestazioni saranno assolutamente granitiche. Una piacevole fluidità che andrà di pari passo con lo scorrere della trama, non eccelsa ma comunque in grado di tenere costantemente vivo l’interesse. Ottima anche la caratterizzazione dei vari compagni e personaggi secondari, le cui storie e vissute si intrecceranno a fasi alterne con la missione di Igor.

Un protagonista tanto “umano” quanto carismatico e affascinante. Una maggiore attenzione alla fase di shooting infine non avrebbe guastato, visto che anche l’IA nemica si rivelerà fin troppo basilare in diversi frangenti. Ciò detto è indubbio che i punti di forza della produzione sono e vogliono essere altri. A partire dall’aspetto gestionale e ruolistico. Dopotutto Chernobylite mantiene autenticamente la promessa che molti titolo sono soliti fare ma che non mantengono. Ovvero il fatto di dare alle scelte compiute dal giocatore un peso vero, autentico. Con conseguenze reali e tangibili nel novero dello sviluppo degli eventi.

Chernobylite

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Chernobylite è un ottimo esempio di come sia possibile mischiare con successo elementi di molti generi diversi. Abbiamo fps, survival horror, gestionale, strategico, stealth…  Ingranaggi diversi dello stesso e visibilmente ben oliato meccanismo. Come è naturale che sia alcuni di questi elementi sono sviluppati e resi meglio di altri. Il lato gestionale inerenti i compagni e il rifugio risulta tremendamente più curato del fronte stealth, per esempio. Ciò nonostante i ragazzi di The Farm 51 sono riusciti nel difficile compito di non “rendere vano” nessuno dei suddetti ingranaggi. Ciascuno di essi ha la sua importanza, effettiva o potenziale, e contribuisce a rendere memorabile il gameplay. Qualche sbavatura tecnica e di design però riporta alla realtà: quella di un progetto vincente e tendenzialmente riuscito, ma ben lungi dall’essere perfetto.



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